TFA ordinario secondo ciclo: ritardi di natura amministrativa o politica?

TFA edises

Lalla – Perchè il Miur non risponde a questo quesito? Ci risulta infatti che le mail inviate all’URP del Ministero non ricevano adeguata risposta sull’attivazione del secondo ciclo TFA. O meglio, solo qualche accenno a decisioni del Ministro, ma nulla di più. Che delusione, e quale mancanza di rispetto per coloro che sono in attesa del corso.

In effetti non c’è una data entro la quale dover bandire il corso, ma ci saremmo augurati che il Ministero facesse tesoro della prima esperienza (primo ciclo TFA, relativo all’a.a. 2011/12) e dati i ritardi accumulati pur avendo svolto le selezioni a luglio (con bandi a maggio), non è un mistero che le lezioni hanno avuto inizio nel mese di marzo in alcune Università, anticipasse i tempi per permettere un avvio più sereno dei nuovi corsi, magari da settembre – ottobre, in modo da poter svolgere un anno intero di corso e di tirocinio, come da normativa.

E invece, il cambio al vertice del Ministero e il ritardo nell’approvazione dei TFA speciali (riservati a coloro che possono vantare determinati requisiti di servizio già svolto), hanno determinato un rallentamento nelle procedure.

Il ritardo dunque è sicuramente ammnistrativo, ma anche di natura politica: far partire il secondo TFA ordinario in mancanza dei TFA speciali ci porterebbe a rivivere esattamente le stesse difficoltà dello scorso anno, quando sembrava che i TFA speciali dovessero essere approvati in breve tempo e i corsi potessero essere svolti in contemporanea, tranne poi ritrattare il tutto con un comunicato del 29 maggio 2012, in cui si affermava che l’unico percorso di formazione iniziale attivo era il TFA ordinario.

E’ una questione di numeri, allargare o no la maglia dei docenti abilitati o mantenere in vita la III fascia delle graduatorie di istituto, utilizzata per le supplenze anche annuali?

E come si giustificherebbe ancora una volta la mancanza di un percorso di formazione iniziale degli insegnanti? Ci rifiutiamo di pensare infatti che dietro il silenzio di questi mesi sull’argomento ci sia una scelta politica.

Il Ministro Maria Chiara Carrozza, intervenendo al Consiglio Educazione la scorsa settimana a Bruxelles ha posto la formazione iniziale come una delle priorità, che – sottolinea il Ministro – “va codificata e resa stabile negli anni”.

Non ci resta che capire cosa significhi, in concreto, questo intento.