Lettere in redazione pro e contro il TFA speciale

TFA edises

red – Due volti del "diventare insegnanti" destinati a non poter trovare un compromesso. Chi ha superato le prove del TFA ordinario non gradisce l’approvazione di TFA speciali che non contemplino la selezione iniziale, chi ha già insegnato considera il percorso speciale il giusto riconoscimento per le storture del sistema di reclutamento.

Tfa speciale: quale controsenso

Gabriele – Gentile Redazione di Orizzonte Scuola, vi scrivo in merito al Tfa Speciale. Ho letto che verrà probabilmente attivato a breve. La cosa mi lascia davvero perplesso e demotivato. In tempo di elezioni i buoni sentimenti trionfano, si sa, ma l’impraticità di tale attivazione è evidente ad occhio nudo per le seguenti motivazioni:

1) tutti si preoccupano del Tfa speciale, mentre il Tfa ordinario languisce nella più totale disorganizzazione. Nessuno parla del fatto che il decreto per il distaccamento dei tutor non è ancora stato firmato, il che sta implicando un ritardo nell’avvio del tirocinio. Come faremo ad abilitarci entro Luglio dovendo fare 275 ore di osservazione in classe? Il percorso abilitante si spalmerà anche sull’anno successivo, magari obbligandoci a versare altre tasse? Eppure nessuno ne parla, come mai? La nostra causa, evidentemente, non può attrarre voti, a differenza del tanto chiacchierato Tfa speciale.

2) Il Tfa ordinario è stato organizzato a numero chiuso. Che senso ha avuto organizzare tre selezioni, obbligando i candidati a mesi di studio, se col Tfa speciale si arriverà ad ottenere un numero di abilitati che eccederà la
domanda?

3) I test preliminari di Luglio si sono rivelati di un’implausibilità totale, la cosa è assodata. Detto questo, alla fine della fiera, molte domande mal formulate o assurde sono state date buone a tutti. Per esempio, nella mia classe di concorso (A345-346) sono stati abbuonati ben 15 quesiti e ciò ha permesso a molti candidati di essere ripescati. Le seconde e le terze prove stabilite dagli atenei non sono state oggetto di particolari lamentele, ergo chi è riuscito a passare le selezioni ha meritato l’accesso al percorso abilitante che sta seguendo. Ecco perché permettere l’attivazione dei Tfa speciali sarebbe l’ennesimo pugno in faccia al merito. E’ la totale assenza di meritocrazia che ha portato il nostro paese allo stato attuale, eppure quando arriva il momento di agire, tutti se ne dimenticano e come al solito a vincerla è il solito garantismo all’italiana.

4) L’attivazione del Tfa speciale porterebbe poi all’intasamento anche delle seconde fasce, non solo delle prime e delle terze, e a discapito di chi? Di noi giovani ovviamente e soprattutto dei nuovi laureati che davanti a sè troveranno moltissime persone abilitate per sanatoria, non per merito, e non avranno alcuna speranza di lavorare nonostante i sacrifici spesi sui banchi di scuola.

In sostanza, che politici e sindacati si preoccupino di far funzionare i Tfa ordinari, per cui molti candidati stanno spendendo tempo, denaro, energie, rinunciando spesso a supplenze per senso di responsabilità, lasciando il posto a chi le selezioni non le ha superate (o non le ha nemmeno affrontate), ma che grazie all’attuazione del Tfa speciale avrà la possibilità di abilitarsi (oltre a quella di accumulare punteggio e di lavorare nel frattempo). Che si pensi al merito una volta ogni tanto, anche perché molte persone che avrebbero i requisiti per il Tfa speciale, si sono rimboccate le maniche e hanno affrontato e superato le prove selettive di quello ordinario. Sforziamoci davvero, per una volta, di dare importanza al merito e di smetterla con scorciatoie che vanno sempre e comunque a discapito della qualità e della motivazione.

Preoccupazione per l’attivazione del TFA speciale

Fabio - Dopo due lauree (Lettere e Filologia moderna), conseguite entrambe in corso, con il massimo dei voti e la lode, e un dottorato di ricerca in Italianistica e qualche semestre di assegni di ricerca, ho investito tutte le mie energie nel mondo della scuola. Visto che in ambito universitario, mancando io delle raccomandazioni necessarie per proseguire la carriera, per me non c’era spazio e il mio curriculum non bastava, ho iniziato ad insegnare Materie letterarie in un istituto tecnico di una scuola paritaria della mia città.Con molti sacrifici, ho deciso di tentare il concorso per il Tfa (nonostante avessi oltre 360 giorni di servizio richiesti dallo speciale): ho passato un’intera estate recluso in casa a studiare e, dopo tre interminabili selezioni, da me tutte superate, mi sono iscritto al corso Tfa.

Apprendo con molta preoccupazione e frustrazione che il Ministro vuole concedere l’abilitazione speciale a quanti hanno totalizzato una serie di giorni di servizio, senza alcuna selezione (Tfa speciali). Mi chiedo se sono un cittadino di serie B! Perché ho dovuto studiare e sacrificarmi così tanto, pagare 2800 € alla mia Università se poi la selezione, evidentemente, non è necessaria?

Questo Tfa non solo non mi permetterà di entrare in graduatoria presso il provveditorato (le graduatorie di II fascia sono d’istituto) ma sarò scavalcato da persone che hanno sostenuto il concorso con me, gomito a gomito, e che in quasi tutti i casi hanno totalizzato punteggi di 12/30 alle prove scritte e orali.Vi sembra giusto che la semplice anzianità anagrafica, perché di questo si tratta, possa bastare? Un chirurgo non si abilità alla professione solo perché frequenta un ospedale; parimenti avviene per un avvocato o un giudice. Avere un titolo e aver accumulato punteggio non equivale ad avere competenze.

Queste persone, a differenza mia, hanno avuto anni e anni per sostenere concorsi e frequentare Scuole di specializzazione all’insegnamento (SSIS) e, nella stragrande maggioranza dei casi, non hanno superato quei concorsi; oggi si vedono spalancate le porte del l’insegnamento per quali meriti?Una segreteria ti chiama da una graduatoria e non può giudicare quanto tu valga o quali siano le tue competenze reali. Il concorso, scritto e orale, accerta sicuramente meglio le tue capacità.

Spero che il Ministro bloccherà questa ennesima disparità di trattamento che si accanisce, ancora una volta, su chi, come me, ha solo 30 anni!

Spero che questa volta la mia lettera sarà pubblicata, anche se dice cose diverse da quelle che gli organizzatissimi gruppi di aspiranti allo speciale ribadiscono tutti i giorni.Cordialmente

Sara – In merito alle polemiche sui tfa speciali e il presunto merito di chi ha superato le selezioni dei tfa ordinario a me pare un’assurdità, visto che nelle graduatorie finali i colleghi con più servizio sono schizzati nei primi posti delle graduatorie, superando chi aveva ottenuto voti anche migliori, ma con meno, o senza, anni di servizio alle spalle.

Io ho passato la selezione e sono rimasta esclusa per mezzo punto, superata da colleghi con il triplo dei miei anni di servizio e che non avevano preso voti migliori dei miei. Ora se potrò partecipare ai tfa speciali devo anche sentirmi dire che chi è entrato nei fta ordinari ha più merito di me?

Siamo tutti un pò vittime di questo sistema assurdo che raramente premia il merito, ma al quale ci dobbiamo adattare, se di sistema si può parlare! Ci sono colleghi entrati in ruolo dalle graduatorie del concorsondel 1999, altri che hanno fatto corsi abiltanti, chi la siss, e non credo che a seconda del percorso seguito si possano fare distinzioni tra insegnantio di serie a o b c! lo trovo veramente pateteico!

inviato in redazione – In quale paese il vincitore di un concorso può essere superato per svolgere a tempo determinato il lavoro per cui ha concorso, da qualcuno che non è risultato idoneo o si è rifiutato di tentare tale concorso? In Italia lo si permette, caldeggiato da diverse organizzazioni sindacali e forze politiche, è una vergogna, un commercio. Chi non ha superato le prove di accesso al TFA ordinario, evidentemente ha dimostrato di non avere la preparazione adeguata, e, probabilmente, l’insegnamento che ha svolto non è stato neanche all’altezza del compito.

Quindi è contro ogni principio di giustizia di eguaglianza e libertà mettere sullo stesso piano chi, con sacrificio ha studiato e superato le prove con chi, invece, evidentemente, non ha raggiunto la stessa preparazione pur
avendo insegnato. Infatti,chi insegna o ha insegnato una determinata materia, dovrebbe già solo per questo conoscerla e quindi essere avvantaggiato nell’affrontare le prove di selezione, cosa che, invece, non è avvenuta.

Quindi l’opportunità è stata data a tutti ma chi non ha raggiunto la preparazione adeguata cerca una scappatoia violando il principio della meritocrazia e della parità di trattamento di tutti i cittadini Questo sarebbe lo svilimento della professione docente

TFA Speciale: non una scorciatoia ma un giusto riconoscimento …… alle molte irriconoscenze

Roberto – Gentile Lalla, voglio rispondere alla lettera pubblicata sul sito (rif. Anna) ma anche a tutti coloro che in questo periodo si scoprono moralisti contro l’eventuale attivazione dei TFA Speciali; nel precisare che ognuno è libero di esprimere le proprie idee e che non tutti rientrano nelle considerazioni che seguiranno, a mio avviso il sistema in cui viviamo non certo premia il merito e la trasparenza; in particolare, quando nella lettera
si parla di abilitazioni scorciatoia, allora mi pongo alcune domande:

a) Quanti colleghi, oggi anche di ruolo, hanno usufruito di percorsi abilitanti (180 giorni di servizio e poi 360 giorni di servizio dal 1990 al 2004), presentando certificati di servizio di scuole private compiacenti, senza
che gli stessi abbiano mai messo piede in queste scuole?

Grazie a questi certificati molti hanno partecipato ai corsi abilitanti (180 giorni, 360 giorni) e hanno scavalcato nelle graduatorie colleghi i cui servizi prestati erano regolari

b) Quanti colleghi, oggi anche di ruolo, hanno superato concorsi-farsa perché avevano amici nelle commissioni, così come è successo anche negli ultimi TFA ordinari?

In alcuni atenei è successo che i controllori e controllati si chiamavano per nome………..

c) Quanti colleghi, oggi anche di ruolo, hanno usufruito di punteggi maggiori (per le relative segnalazioni alle commissioni) nei percorsi abilitanti per avere posizioni migliori nelle Graduatorie ad Esaurimento?

In atenei del Nord hanno assegnato 42 punti ai residenti e 40 a chi proveniva dal centro – sud mentre negli atenei del sud hanno dato 42 punti a tutti (possibile che non c’era alcuna differenza tra corsisti?)

E allora dico che bisognerebbe azzerare tutto (cosa impossibile) per poter far valere il merito e la trasparenza perché molto probabilmente anch’ io, che insegno da molti anni, mi sono visto passare davanti molte persone, che con metodi poco leciti oggi si trovano in posizioni di vantaggio ( non è solo una questione di studiare e passare mesi sui libri) e anche in riferimento alle libere professioni ci sarebbe molto da dire.

In conclusione, nel ricordare che l’eventuale abilitazione consente solo l’inserimento nella seconda fascia d’istituto, e che comunque esiste da molti anni una Direttiva Europea in merito e che i Governi che si sono succeduti in
questi anni hanno disatteso, penso che l’eventuale avvio dei TFA Speciali sia il giusto riconoscimento a chi per anni ha insegnato nelle scuole con contratti precari, a distanza di 1000 chilometri dalla propria residenza, con
stipendi da fame ma con compiti anche più gravosi dei colleghi di ruolo, con diritti calpestati giornalmente, ma anche una grande esperienza sul campo che giustifica percorsi come i TFA Speciali.