Chiamata diretta per le supplenze in Lombardia: verranno comunque rispettate le graduatorie

Lalla – Quasi alla vigilia della manifestazione del 21 aprile, Maria Pia Redaelli, direttore generale per l’Istruzione in Lombardia, in visita a Como, getta acqua sul fuoco delle polemiche per l’approvazione dell’art.8 della legge regionale 146 “Misure per la crescita, lo sviluppo e l’occupazione”, approvato dalla regione Lombardia, in base al quale a partire dall’anno scolastico 2012/2013 “le istituzioni scolastiche statali possono organizzare concorsi differenziati a seconda del ciclo di studi per reclutare il personale docente con incarico annuale”.

Lettera al Professore Profumo da un insegnante umiliato

Gentilissimo professor Profumo, come vede mi rivolgo all’insegnante e non al Ministro e leggendo questa mia lettera capirà il perché. Innanzi tutto mi presento mi chiamo Berardo Cornice, da più di otto anni insegno nelle scuole statali sono un docente NON ABILITATO iscritto nelle graduatorie di terza fascia di circolo e di istituto (spero proprio che lei sappia a quale umiliata e mal trattata fetta di docenti italiana io appartengo).

Il 21 aprile l’USB in piazza a Milano per la manifestazione nazionale contro la chiamata diretta

Ufficio Stampa USB – Contro il caporalato nella Scuola, per la riconquista dell’istruzione pubblica. L’Unione Sindacale di Base invita tutti i lavoratori della Scuola e quanti abbiano a cuore l’istruzione pubblica a scendere in piazza sabato 21 aprile a Milano dove, alle 14.00 dal Pirellone, partirà il corteo della manifestazione nazionale per la riconquista dell’istruzione pubblica.

Italia dei Valori e Unicobas Scuola aderiscono alla Manifestazione nazionale a Milano sabato 21 marzo 2012 contro chiamata diretta, scuola-azienda e regionalizzazione scuola pubblica

Paolo Latella – E’ un appello a tutti coloro che credono nella scuola pubblica, indignamoci insieme! Smettiamola di pensare che è un problema che riguarda esclusivamente i precari, noi docenti di ruolo (a tempo indeterminiato) dobbiamo uscire dall’apatia, è finito il tempo delle vacche grasse, chiunque può trovarsi soprannumerario e rischiare di andare a lavorare a 300 km oppure essere licenziato!

Ripeto un appello rivolto alle colleghe che il sabato pomeriggio vanno a fare shopping e ai colleghi che giocano a calcetto!